Il POM (resina acetalica o poliossimetilene) è uno dei substrati più difficili da incollare o sovrastampare: la sua elevata inerzia chimica, pur garantendone un’ottima resistenza chimica in esercizio, rappresenta una sfida significativa per l’adesione con altri materiali, inclusi gli elastomeri termoplastici.

Franplast ha sviluppato compound TPE della linea Chemiton 2K® in grado di garantire un’adesione affidabile al POM — sia nella variante omopolimero che copolimero — senza necessità di primer, promotori di adesione o trattamenti superficiali. La tecnologia consigliata è il sovrastampaggio diretto a due componenti (2K), con possibilità di ricorrere anche allo stampaggio a ripresa adottando specifici accorgimenti di processo. Un know-how tecnico che apre nuove possibilità progettuali in settori che impiegano componenti in POM!

conveyor belt tpe pomPerché il POM è così difficile da sovrastampare?

La principale criticità del POM in termini di adesione è la sua struttura chimica inerte e semicristallina. L’elevata inerzia chimica del materiale — una proprietà preziosa quando si tratta di resistere a solventi, lubrificanti e agenti chimici in esercizio — diventa un ostacolo quando si vuole creare un legame chimico solido con un altro materiale, come un elastomero termoplastico.

I tradizionali approcci per superare questo limite prevedono l’uso di primer, promotori di adesione o trattamenti superficiali (plasma, fiammatura, etc.), tutti processi che aggiungono complessità, costi e tempi al ciclo produttivo. Va distinto inoltre tra il grado omopolimero e il grado copolimero del POM: pur condividendo la stessa criticità di base, i due gradi possono rispondere in modo leggermente differente ai processi di adesione, ed entrambi devono essere tenuti in considerazione nella messa a punto della soluzione.

Chemiton 2K FranplastLa soluzione Franplast: Chemiton 2K® su POM senza pretrattamenti

La soluzione sviluppata da Franplast con i compound Chemiton 2K® consente di ottenere una buona adesione chimica sul POM — sia omopolimero che copolimero — eliminando la necessità di qualsiasi pretrattamento superficiale. Questo si traduce in un processo produttivo più snello, più economico e più riproducibile, senza sacrificare l’affidabilità dell’adesione finale.

La tecnologia di processo consigliata è il sovrastampaggio diretto a due componenti (2K), che permette di iniettare il TPE direttamente sul substrato in POM in un unico ciclo di stampaggio. È però possibile ricorrere anche al sovrastampaggio a ripresa, ovvero in un secondo momento rispetto alla produzione del componente rigido: in questo caso sono necessari alcuni accorgimenti tecnici di processo, tra cui:

  • utilizzo di uno stampo caldo;
  • preriscaldamento del substrato in POM prima dell’iniezione del TPE.

Questi accorgimenti favoriscono la creazione di legami chimici all’interfaccia e migliorano sensibilmente il risultato adesivo, rendendo praticabile anche questa modalità produttiva.

conveyor beltChemiton 2K®: la famiglia TPE per sovrastampaggio su tecnopolimeri

Chemiton 2K® è la famiglia di compound elastomeri termoplastici sviluppata da Franplast specificamente per il sovrastampaggio a iniezione e la coestrusione su substrati rigidi, inclusi i tecnopolimeri come POM, PC, ABS, PA6, PA66 (anche caricata fibra di vetro) e altri. La valutazione dell’adesione viene condotta internamente mediante test standardizzati (VDI 2019), con produzione di provini su pressa a bi-iniezione e misurazione della forza necessaria per separare le due componenti. I compound sono disponibili in un’ampia gamma di durezze (da 20 Shore A a 40 Shore D) e densità, e sono conformi alle principali normative di settore (REACH, RoHS, FDA).

conveyor belt pom tpeApplicazioni e settori di impiego

La possibilità di sovrastampare il TPE sul POM apre a una vasta gamma di applicazioni industriali in cui la combinazione di un componente rigido e preciso (POM) con una parte morbida, antiscivolo o ammortizzante (TPE) rappresenta un vantaggio funzionale concreto.

I settori che impiegano abitualmente il POM come componente strutturale — automotive, elettronica, meccanica di precisione, industria alimentare, trasporto — possono trarre vantaggio da questa soluzione per integrare funzionalità ergonomiche o di protezione senza modificare la struttura del componente rigido.